Truly Unique People: l’unicità è una storia da raccontare

A Palermo si viaggia nel tempo con Mario Dell’Oglio

Le origini inglesi dello stile Dell'Oglio

 
La Ploom Society è un circuito di negozi, ristoranti, bar e locali che rendono unica Palermo. Abbiamo incontrato le persone dietro queste realtà e ci siamo fatti raccontare le loro storie, accomunate da una stessa visione del mondo condivisa con Ploom

 
«Il mio bisnonno andava a Londra a comprare i cavalli per la famiglia Whitaker. Ed è lì che ha cominciato a comprare anche cappelli e bastoni inglesi per gli uomini eleganti della città». Mario Dell’Oglio racconta così l’origine della sua attività, una serie di boutique che portano il nome della sua famiglia: dal 1890, infatti, i Dell’Oglio vendono abbigliamento raffinato e accessori esclusivi, per uomini e donne, a Palermo e non solo.

La dinastia dei Whitaker si è trasferita dall’Inghilterra alla Sicilia, dove ha avviato il business del Marsala e della società calcistica del Palermo: occorre tornare a loro, alla fine dell’Ottocento, per ripercorrere i primi passi dell’impresa della famiglia Dell’Oglio. Mario descrive i suoi negozi proprio come macchine del tempo che permettono ai suoi clienti, e a se stesso, di viaggiare tra passato e futuro: «Abbiamo pezzi di storia che evocano periodi remoti e letture del passato. Ma noi lavoriamo per portare questi pezzi di storia nel futuro».
 

L'unicità nasce dalla relazione con i clienti

 

 
Mario Dell’Oglio riconosce l’unicità del proprio lavoro quotidiano nella relazione con i clienti: «Per me il confronto con chi entra in negozio è il momento più interessante perché mi permette di esprimere creatività, personalità e carattere. E così ricevo sensazioni sempre diverse, nuove, arricchenti, aiutando i nostri clienti a proiettarsi in avanti con l’immagine che vogliono trasmettere».

Ed è questa, in assoluto, l’idea di unicità per Mario Dell’Oglio: «Essere sinceramente se stessi e non voler assomigliare a nessun altro. Chi ci riesce è davvero una persona unica, irripetibile».
 

Uno stile unico nasce dall’incontro di stili diversi

 
Dovendo riconoscere una propria qualità distintiva e dare un consiglio a chi vorrebbe intraprendere un’attività come la sua, spiega che «è importante allenare la curiosità, l’occhio, l’estetica. E viaggiare per vedere cosa c’è nel mondo, vedere cosa fanno gli altri in realtà diverse dalla nostra». Come faceva il suo bisnonno, viaggiando tra la Sicilia e l’Inghilterra, facendo costantemente parlare tra loro lo stile italiano, palermitano, e quello British.
 

Una boutique e due indirizzi: uno fisico e uno digitale

 
È la stessa curiosità per la molteplicità di stili ad attirare persone di tutto il mondo verso le boutique di Dell’Oglio. Persone che, anche grazie alle nuove tecnologie, hanno la possibilità di vedere le collezioni della piccola bottega. Come dice Dell’Oglio: «Abbiamo due strade da battere. La strada reale, importantissima, per cui accogli le persone da artigiano nella tua boutique di 10 mq dove realizzi pochi pezzi, unici… Ma devi essere anche on line perché la strada virtuale è frequentata da tutti, ed è un’occasione da non perdere».

Oggi grazie a internet è possibile viaggiare senza muoversi. Racconta Dell’Oglio: «Ho clienti con cui mi scrivo spesso, ma che vivono dall’altra parte del mondo e per questo non li ho mai conosciuti di persona. Si sono innamorati dell’italianità, della sicilianità», «Ed è così che nascono nuove relazioni, ma a loro devi rispondere con lo stesso calore che trasmetteresti alla persona che hai davanti in carne e ossa».
 

Scegliere una collezione è come girare un film

 
Ma come sceglie gli abiti e le collezioni da vendere nelle proprie boutique? Dell’Oglio usa due metafore, una cinematografica e una automobilistica: «Mi faccio un mio film mentale con ogni cosa che scelgo. E mi considero un crash test per le collezioni. Scovo cose che non ha scelto nessun altro, divertendomi anche».

Ed è anche così che emergono le differenze tra il suo lavoro e quello dei colleghi, i tratti che contraddistinguono la sua storia, la sua carriera: «La mia è un’immagine che alimento e cambio costantemente, è costruita sulla curiosità e su un senso dell’estetica affinato nel tempo».

Nei discorsi di Mario Dell’Oglio tornano sempre passato e futuro che si incrociano qui e ora, anche quando descrive luoghi di Palermo che gli stanno particolarmente a cuore: «Per esempio il castello di Maredolce, che ho conosciuto solo recentemente e mi ha fatto rimanere a bocca aperta. È pazzesco, se pensi che ci abitava un emiro e che lo aveva scelto per la posizione strategica, vicino il fiume così che le navi che arrivavano dal mare potessero risalire… Ti dici: “Mamma mia, ma dove sono?” Lì c’è il passato e c’è il futuro. Ti arricchisce per le ispirazioni che trasmette, dal punto di vista dei colori, dell’architettura… È un posto straordinario».

È ancora, sempre, la curiosità una delle protagoniste indiscusse del mondo di Dell’Oglio. La stessa curiosità suscitata da Ploom tra i clienti delle sue boutique: «L’approccio al marketing di Ploom è diverso e per questo colpisce molto. I clienti sono incuriositi dal prodotto, fanno tante domande, chiedono, e noi gli rispondiamo: “Se vuoi, te la faccio provare!” Questo è un bel modo di relazionarsi ed entrare in contatto con le persone, mi piace molto. Davvero chapeau, tanto di cappello».







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