TRULY UNIQUE PLACES: ITINERARI UNICI DA SCOPRIRE IN PUGLIA E SICILIA

Arte e Design a Palermo: Francesco Foti ci guida alla scoperta del suggestivo contrasto tra antico e moderno nella città di Palermo

Palermo è una città unica e chi ha la fortuna di visitarla ne rimane estasiato. Il capoluogo siciliano è un mix di culture che si fondono grazie ai popoli che hanno abitato questa meravigliosa terra. Fenici, greci, ma in particolare arabi e normanni hanno lasciato traccia della loro cultura dando vita al centro storico più grande d’Europa e ai luoghi che, insieme al mare, più amo fotografare.
Palermo è il toponimo con cui si indica il capoluogo siciliano a partire dall’età moderna. Precedentemente, i Fenici la chiamavano Zyz (il fiore), i Greci Panormos (tutto porto), i Romani Panormus (i romani si attennero al nome dei greci), gli Arabi Balarm o Madìnah, (la città per antonomasia), i Normanni Balermus. Le molteplici varianti in cui nel corso della storia è stata chiamata Palermo testimoniano l’importanza di questa città nella storia.
 

Le origini fenicie di Palermo

 
Palermo è il quinto comune d’Italia per popolazione e capoluogo della Regione Sicilia. La zona su cui sorge la città è abitata sin dall’era preistorica, la metropoli ha visto il succedersi di numerosi popoli e questo ha fatto in modo che si sia sempre più ornata di storia e cultura. La città è di origine fenicia e veniva chiamata "fiore" dai suoi abitanti che la vedevano “bagnata” da due fiumi: il Kemonia e il Papireto.

Il "fiore" pian piano mise radici e crebbe, in quanto i due fiumi lasciarono dei detriti che formarono una sorta di terrapieno utilizzato per di costruire i primi quartieri di Palermo. I nuovi quartieri costruiti furono abitati da tutti i commercianti che venivano dalle città marinare del nord. Nacque quindi il quartiere della Loggia, nominato così perché i catalani costruirono la cosiddetta loggia.

La storia di Palermo è ricca di trasformazioni e mutamenti, la città in tutti i suoi angoli svela continuamente contrasti. Palermo è antica e moderna; tra le sue strade è possibile ammirare palazzi storici e installazioni d’arte contemporanea. Ed è proprio la Guida su Arte e Design che sfrutterò per portarvi a scoprire tutti i segreti di Palermo.
 

Prima tappa: la Chiesa di San Giuseppe dei Teatini

 
Per chi non è mai stato in questa meravigliosa città, ad occidente della Sicilia, la prima tappa da non perdere è la Chiesa di San Giuseppe dei Teatini.



Per raggiungere la chiesa è sufficiente seguire le indicazioni verso i “Quattro Canti”. I Quattro Canti sono una piazza ottagonale all’incrocio tra via Maqueda (che delimita la Chiesa ad oriente) e via Vittorio Emanuele. In via Vittorio Emanuele si trova l’ingresso principale alla Chiesa di San Giuseppe dei Teatini, sul versante nord.
La chiesa è di una potenza estetica che non può lasciare indifferenti. La sua bellezza lascia letteralmente senza parole; io non so spiegare bene la sensazione che si prova non appena la si vede. La chiesa è all’interno della zona ZTL. L’assenza di rumori assordanti (soprattutto la mattina presto) crea le condizioni ideali per ammirare le quattro facciate della chiesa.
Per alcuni, la facciata di questa chiesa rappresenta un Quinto Canto, per l’ordine Teatino l’esterno doveva essere meno appariscente e sfarzoso rispetto all’interno. L’interno, infatti, è da rimanere davvero sbalorditi.




 

Seconda tappa: il Teatro Vittorio Emanuele

 
Il Teatro Vittorio Emanuele è il più grande edificio teatrale lirico d’Italia e il quarto in Europa. Una visita a questo magnifico edificio è quindi imprescindibile.
Il Teatro Massimo è semplicissimo da raggiungere. Il teatro è situato nel centro storico di Palermo, a metà strada tra la parte moderna e quella antica.
Il teatro è raggiungibile sia da Via Libertà (la parte moderna), sia Via Maqueda (la parte antica).
L’esterno del Teatro segue il revivalismo: ovvero la tendenza nell’ispirarsi a modelli di epoche precedenti.



L’interno fu realizzato dall’architetto Ernesto Basile, figlio di Giovanni Battista.
La visita guidata costa 8 euro ed è possibile fare un tour dell’interno.
Una volta dentro, due sono le curiosità da non perdere. La prima è la Sala Pompeiana, o Sala Rotonda del Mezzogiorno, che una volta era riservata ai soli uomini.
L’architetto che progettò la sala dispose porte vere e porte finte intorno alla sala in modo da produrre un’acustica unica. Infatti, al centro della sala si produce un’amplificazione del suono tanto potente da far credere a chi parla di avere tra le mani un microfono appoggiato alla bocca.
La seconda curiosità riguarda il fantasma della suora che abita il Teatro. La leggenda narra che il Teatro dia ospitalità al fantasma di una suora, la quale non è molto contenta nell’avere ospiti all’interno della sua dimora. Alla fine della visita guidata bisogna prestare attenzione a dove mettete i piedi: pare che il fantasma della suora si diverta a far lo sgambetto nell’ultimo gradino che conduce all’esterno del teatro!


 

Tappa numero 3: l’orto botanico

 
L’orto botanico di Palermo è un’istituzione che fa parte dell'Università di Palermo.
L’orto è adiacente a Villa Giulia, una delle ville comunali più grandi della città.
Il giardino accoglie oltre 12.000 specie differenti di piante.
Se si ha voglia di rilassarsi e di staccare dal tran-tran quotidiano, è consigliabilis
simo visitare l’orto botanico. L’orto, oltre a rappresentare uno dei polmoni verdi di Palermo, è un luogo ricco di storia. L'ingresso costa 6 euro a persona.
Non tutti conoscono questa bellezza; anche molti palermitani non l’hanno mai visitato, ma è davvero una tappa imperdibile per chi vuole fare un tour di Palermo. L’unico consiglio è, nel periodo estivo, di fare attenzione a dove si cammina; c’è infatti la possibilità di incontrare qualche biscia!




 

Quarta tappa: i Murales della Kalsa

 
I murales di Palermo rappresentano il Design e la contemporaneità della città. I murales della zona Kalsa sono assolutamente da vedere per comprendere la Palermo contemporanea. I Murales della Kalsa sono infatti recentissimi, ma rappresentano uno spettacolo per gli occhi di tutti i visitatori.
I murales nascono dal progetto voluto dalla fondazione Federico II, in collaborazione con il Dipartimento dei Beni Culturali, la Galleria regionale Abatellis e il centro Regionale per la progettazione e il restauro.
Il vero obiettivo è il recupero di uno dei più antichi quartieri della città. Le cinque opere coinvolgono cinque artisti nazionali e sono installate sulle facciate delle case popolari della Kalsa.
La Kalsa, o come la chiamavano gli arabi AL-HALISAH, si è dunque recentemente trasformata in una galleria a cielo aperto; la contaminazione di stili diversi ha restituito a Palermo l’eterna bellezza di una città che fin dalle origini ha accolto diverse culture.
Per arrivare alla Kalsa ci sono due opportunità: o dalla parte del mare, o dal centro storico.
Una curiosità: in piazza Kalsa, vicinissimo ai murales, c’è la "Friggitoria Chiluzzo" un posto dove poter mangiare lo street food tipico del palermitano. A pochi passi dai murales e per pochi euro è possibile gustare pane e panelle, e panini di ottima qualità.




 

Ultima tappa: i cantieri culturali alla Zisa

 
I cantieri culturali alla Zisa sono un’ex area industriale di Palermo.
La zona è un esempio di archeologia industriale presente a Palermo.
Per raggiungere i cantieri basta seguire le indicazioni verso il Castello della Zisa. I cantieri possono essere raggiunti anche in bus, il consiglio è di prenderlo dal palazzo delle poste in Via Roma. Gli autobus che portano ai canteri sono il 124, il 103 e il 106. La durata del tragitto è di circa '20 min.
I cantieri culturali alla Zisa ospitano mostre, eventi teatrali, cinematografici, culturali di ogni genere. Dal 5 Marzo del 2017 è sede del Centro Internazionale di fotografia diretto da Letizia Battaglia. Questa tappa è obbligatoria per cogliere lo spirito di una città in continua evoluzione e che guarda con occhio vigile al futuro.


L’itinerario che vi ho descritto è quello di un ragazzo che ama tutta la sua terra: i suoi contrasti, la sua storia eterna, i suoi colori e i suoi i profumi. Spero che la guida sia d’aiuto per scoprire le bellezze di Palermo.


L'AUTORE

Francesco Foti @francesco_foti

Content creator siciliano, è stato uno dei pionieri di Instagram collaborando con “Igers Italia” e “Igers Sicilia”. Francesco racconta la sua terra con uno stile unico ed originale. Ha anche scritto un libro dal titolo "Nero di seppia”.







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