Truly Unique People: l’unicità è una storia da raccontare

Vincenzo Cefalù e il suo concept store iLove: tecnologia creativa a Palermo

La Ploom Society è un circuito di negozi, ristoranti, bar e locali che rendono unica Palermo. Abbiamo incontrato le persone dietro queste realtà e ci siamo fatti raccontare le loro storie, accomunate da una stessa visione del mondo condivisa con Ploom.

Vincenzo Cefalù ha trasformato l’attività di famiglia dedicata all’alta fedeltà in un negozio dove regna la «follia meditata». iLove è un concept store innovativo che vende dalle cuffie per ascoltare la musica alle affettatrici. Al suo interno si trovano solo oggetti di design: «Il nostro obiettivo è avere le novità prima di tutti»

Vincenzo Cefalù parla di «tecnologia creativa» e «follia meditata» per descrivere iLove, il suo negozio. Il concept store è nato a Palermo nel 2011. Racconta Vincenzo: «Era un sogno nel cassetto ed è figlio dell’attività storica della mia famiglia: l’alta fedeltà».
 

iLove di Palermo: un concept store a 360 gradi

 
Oggi la musica è cambiata, ed è cambiato anche il modo in cui si ascolta. Per questo Vincenzo Cefalù ha trasformato la storica attività di famiglia in un concept store: «I nuovi dispositivi hanno modificato la fruizione della musica, così inizialmente ho creato un negozio basato solo sulla musica e gli oggetti che le gravitano intorno e ora iLove è un concept store a 360 gradi».

Vincenzo Cefalù racconta che ogni mattina: «guardo i siti di hi-tech e crowdfunding alla ricerca delle cose più assurde, la mia è un’esplorazione continua guidata dalla passione. Vi faccio un esempio: partecipiamo ai crowdfunding di un paio di siti americani investendo nella pre-produzione dei primi 20 o 30 pezzi di gadget tecnologici: tra questi, un 10-20 percento diventano poi i must have dell’anno»
 

Un negozio unico che detta la moda in tutta Italia

 

 
iLove si distingue da tutti gli altri negozi, a Palermo e non solo: «Il nostro obiettivo è avere le novità prima di tutti gli altri, quando sono sconosciute ai più». Spiega Cefalù: «Sono considerato il referente tecnologico dell’oggetto cool, in poco tempo siamo diventati conosciutissimi in tutta Italia e abbiamo ricevuto richieste di affiliazione come fossimo un franchising, e ciò mi fa molto piacere».

Come si intuisce dal nome, la storia di iLove è legata a quella dell’iPhone: «Abbiamo iniziato importando i primi iPhone americani quando funzionavano solo con le sim americane, e noi li craccavamo. La nostra filosofia è la tecnologia creativa. Ora da noi trovi sia le custodie in silicone per gli EarPods che l’affettatrice Berkel rossa laccata che metti in salone come oggetto d’arredamento, questo fa capire la nostra follia meditata. Perché se il concept non ce l’hai dentro, non funziona!».
 

L’unicità di iLove e di Palermo

 
Cefalù descrive i suoi posti preferiti di Palermo e parla con lo stesso trasporto emotivo con cui racconta del suo concept store iLove: «Palermo è unica perché ti permette di farti il Monte Pellegrino in bici, scendere e prenderti un aperitivo in spiaggia, sali in macchina e vai a sciare sull’Etna guardando il mare. Mi affascina la multi-settorialità di Palermo: il centro storico, via Libertà, Mondello, sono aspetti diversi di una stessa città».

Vincenzo Cefalù non ama solo la tecnologia, ma ha un altro chiodo fisso: «Io sono malato di mare. Se mi chiedete i posti più unici di Palermo vi rispondo le isole che circondano la Sicilia, tutte». Ma se torniamo all’unicità delle persone, tornano anche le definizioni hi-tech, digitali: «Tu sei solo tu. Siamo tutti simili, ma siamo anche tutti crittografati: ti possono imitare, ma non ti possono clonare!».

E l’attitudine di Cefalù con il suo concept store iLove è molto simile a quella di Ploom: «Mi ha lusingato essere stato scelto da questo brand. Mi ha colpito come Ploom si è proposto, l’innovazione della loro comunicazione e come hanno scovato nel tessuto sociale della città i personaggi unici, le storie particolari, gli opinion leader. Ci lusinga partecipare ai loro progetti, è un rapporto di reciproca ammirazione».







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